DOMANDE & RISPOSTE

Domanda: Che cosa è il Tantra

Risposta: il Tantra è una antica disciplina orientale molto variegata
e diversificata in base alle influenze storiche e alla contaminazione
con altre discipline. Si può tuttavia affermare che si tratta di una
via che  segue una visione diversa e naturale della sessualità. Nel
Tantra essa è considerata l’ energia vitale dell’uomo e la forza più
potente di cui disponiamo. La parola tantra significa metodo per
espandere la coscienza, nell’essere maggiormente coscienti si compie
una ricerca interiore per arrivare a conoscere e accettare se stessi e
la propria natura al di là dei condizionamenti, dei blocchi e delle
apparenze. La nostra civiltà ha storicamente condannato il sesso,
mentre il mondo contemporaneo sfrutta e vive superficialmente la
sessualità. Il tantrico deve spezzare questi stereotipi e sfidare i
precetti morali perché il sesso rappresenta il mezzo attraverso il
quale possiamo arrivare a conoscere l’amore. L’amore è energia
sessuale trasformata. Dunque, il Tantra è la via dell’estasi che
consente di sperimentare il corpo come uno Spazio Sacro in cui
l’ardore della sessualità si esprime. Il Tantra incoraggia quindi a
vivere la vita intensamente, totalmente, liberandoci dalle tensioni,
dai modelli precostituiti, dalle inibizioni. E’ il sentiero dell’anima
che onora anche il corpo celebrando i sensi e le esperienze di vita.

 

Domanda: perchè ricevere un MASSAGGIO TANTRA BODYMASSAGE

Risposta: Il dolce bodymassage Tantra è un trattamento incomparabile e
unico nel suo genere che porta alla consapevolezza di vivere stupende
emozioni, risvegliando sensazioni intense e a volte dimenticate.  Fa
parte di una tradizione antica e viene eseguito in India da moltissimi
secoli.  Generalmente, si svolge sdraiati su un futon, tra musiche
armoniose, olio caldo e candele profumate. Quando viene eseguito con
sapienza e ricevuto con la giusta predisposizione di animo, un
massaggio di questo tipo permette di rilassarsi profondamente,
navigando al contempo sulle onde del piacere. Questo permette di
accedere a uno spazio meditativo, lontano dal mondo esterno e dal
concetto ordinario in cui siamo abituati a vivere la sensualità. In
particolare nel bodymassage si vive una esperienza profondamente
coinvolgente, in quanto il corpo della massaggiatrice può diventare
uno degli strumenti del massaggio. Il tocco tantra si traduce in un un
nutrimento fortissimo che risveglia la sensualità, la sensorialità e
le emozioni. Coloro  che ricevono un massaggio Tantra sono nel ruolo
passivo che permette loro di compiere un viaggio intenso dentro sé
stessi. Oggi questa tradizione viene resa più accessibile anche
attraverso l’uso di tecniche appositamente elaborate per l’uomo
occidentale moderno.

 

Domanda: nel massaggio Tantra è previsto il sesso?

Risposta: NO. Per quanto si tratti senza ombra di dubbio di un
massaggio estremamente coinvolgente e piacevole anche da un punto di
vista erotico, non vi è previsto un atto sessuale completo nè alcuna
forma di penetrazione. Questo perchè si tratta appunto di un massaggio
naturista, che prevede la nudità di chi riceve e di chi esegue il
massaggio, ma per mantenere il suo significato profondo deve essere
tenuto ben lontano da ogni forma di volgarità, dal concetto
tradizionale di sessualita’, e  VA ESEGUITO SENZA IN ALCUN MODO
OFFRIRE NESSUN TIPO DI PRESTAZIONE SESSUALE.

 

Domanda: che cos’è il massaggio prostatico e quali sono i suoi benefici?

Risposta: Il massaggio prostatico è un tipo di manipolazione che mira
a stimolare la prostata esternamente attraverso il perineo, oppure,
anche direttamente all’interno. La prostata è una ghiandola situata
all’interno dell’ano e collegata alle vesciche seminali,
all’eiaculazione e al piacere maschile. In oriente la pratica è molto
più diffusa che qui da noi in Italia, dove tra l’altro si deve
combattere con un tipo di mentalità dell’uomo occidentale generalmente
contrario a provare questo tipo di esperienza, quando si parla di
massaggio interno. E’ stato dimostrato come massaggiare la prostata
riduca  il rischio per diverse patologie come la prostatite o
l’ipertrofia prostatica, oltre ad avere innumerevoli risvolti
psicologicamente vantaggiosi.  Se regolarmente eseguito, gli effetti
benefici arrivano in tempi rapidi conducendo a un generale
miglioramento della salute sessuale maschile e contribuendo alla
risoluzione di problematiche come l’anorgasmia e la difficoltà  a
provare eccitazione e piacere.
Secondo varie discipline orientali nel primo chakra si concentra tutta
l’energia sessuale , della sopravvivenza, della creatività. Il primo
chakra ha sede nel perineo, quello spazio compreso tra ano e scroto
nell’uomo e fra ano e vagina nella donna. Da li l’energia vitale
fluisce nel corpo e lo inonda di benessere e di sensazioni
vivificanti. Un’energia bloccata a quel livello porta alla
depressione, alla malattia e alla mancanza di stimoli e vitalità.
Un massaggio prostatico, eseguito dopo un intenso trattamento
rilassante, e mai prima, può portare enorme giovamento alla salute e
all’umore.
La prostata è chiamta anche “P-spot” o il “punto g maschile”, è una
parte del ciclo di risposta sessuale maschile, ed è un contributo
chiave all’orgasmo maschile, sede del primo chakra, il chakra della
sopravvivenza e delle energia sessuale.Una brava massaggiatrice sa come
trattare le parti interessate e non interviene mai a freddo. E’
necessaria una grande rilassatezza sia  a livello fisico che mentale,
assenza di tensione nei muscoli del corpo e quiete della mente.
Solo dopo un intenso massaggio è possibile beneficiare a pieno del
trattamento prostatico che altrimenti se eseguito senza rilassare
mente e corpo si trasforma in  uno stress controproducente dando
origine a una esplosione emotiva non salutare.
Concedersi un trattamento settimanale è senz’altro salutare per un
uomo perche, oltre a preservare la funzionalità dell’organo e la
fluidità dell’eiaculazione, si ottiene un grande beneficio a livello
energetico globale.
Il massaggio deve essere inteso come un un momento di grande intimità,
con lo scopo di essere aiutato dalle mani esperte della massaggiatrice
ad attingere alle proprie energie più profonde che hanno come origine
il perineo e la prostata. il massaggio prostatico professionale è la
chiave del risveglio energetico

 

Domanda: è vero che il Tantra migliora le prestazioni sessuali?

Risposta: La via tantrica a volte e’ confusa da qualcuno
che la vede come un percorso volto esclusivamente  a migliorare la
sessualita’. In realta’ e’ fondamentalmente una via di ampliamento
della coscienza , e anche delle percezioni del proprio corpo e dei
sensi. E’ pero’ assolutamente vero che , pur non essendo un principale
obbiettivo del Tantra, ha corposi effetti collaterali benefici sulla
sessualita’ e che conduce su uno stato energetico che aumenta
l’intensita’ degli incontri erotici. E’ comunque improprio parlare di
prestazioni sessuali perche’ la via tantrica rifugge dal meccanismo ,
proprio di una societa’ basata sulla competizione, di quantificare
ogni aspetto. Il Tantra tratta di una onda che ci attraversa e non di
prestazioni misurate a suon di centimetri e numero di orgasmi.

 

 Domanda: Quali sono le origini e l’evoluzione del Tantra ? 

Risposta: Le origini del Tantra sembrano risalire a circa 2000 anni fa
in India, presso la popolazione degli Harappei. Questa pololazione
Non si hanno notizie certe sull’origine del Tantrismo, nè documenti
riguardanti le prime popolazioni che praticarono questa disciplina.
Tuttavia le tradizioni orali narrano che intorno al 2.000 a.C. il
popolo degli Harappei nella valle dell’Indo dava grande importanza
alla sessualità sia nella vita sociale che in quella religiosa. Gli
Harrapei, organizzati in una società di tipo matriarcale, pare
avessero raggiunto uno sviluppo civile e culturale molto avanzato per
quel tempo: godevano di un notevole benessere, di elevati standard
igienici (ogni casa era dotata di almeno un bagno), amavano le arti e
i piaceri della vita. E’ curioso il fatto che la loro religione non
prevedeva templi, ma semplicemente luoghi di purificazione. Difatti al
centro della loro capitale, Mohenjo-Daro, l’edificio principale non
era un tempio o un palazzo bensì una grande piscina, un autentico
monumento al relax e al benessere
Nella civiltà Harappei la donna occupava una posizione di prestigio,
tanto nella vita sociale come in quella religiosa, che era incentrata
sul culto della Dea Madre, un’enfatizzazione dell’archetipo femminino.
La figura della Dea dominava le architetture degli edifici più
prestigiosi, e si presentava con le braccia aperte e le gambe
divaricate, quasi offrendo sensualità e sessualità all’adorazione dei
passanti. Non ci sono giunte notizie precise sulle cerimonie tantriche
di questa popolazione, ma sappiamo che gli Harappei avevano l’usanza
di porre un grande letto nella stanza principale ed era il letto della
padrona di casa. In questo curato salotto, adornato di statue e
raffinati oggetti, si celebrava l’atto amoroso.   Nelle societ
matriarcali la spiritualità veniva vissuta come esperienza concreta.
La ricerca del divino non era condizionata da un sistema di dogmi e
credenze, ma veniva sperimentata direttamente, in modo spontaneo e
soggettivo. La religione degli Harappei era strettamente legata ad un
sentire corporeo, connessa al piacere e alla sensualità. Al contrario
nelle società patriarcali il divino è nettamente separato dall’umano,
di cui ne rappresenta addirittura l’antitesi, e diventa quasi
irraggiungibile. Nasce pertanto l’esigenza di riempire questa distanza
incolmabile tra uomo e Dio con testi rivelati, dogmi e sacerdoti che
fanno da intermediari tra il cielo e la terra.
Il passaggio dall’organizzazione matriarcale della società a
quella patriarcale, che avvenne anche in India, cambiò notevolmente le
concezioni religiose e il modo di vivere la spiritualità. Mentre nel
Tantra la percezione del femminile era libera e svincolata da
strutture mentali, con l’avvento dell’Induismo essa venne gradualmente
assoggettata al predominio della razionalità maschile. Nel Tantra le
rappresentazioni della donna sono allo stesso tempo sensuali e
spirituali, estatiche e intelligenti, fiere e benevoli; al contrario
nell’Induismo assumono connotati di subordinazione, di servizio e di
obbedienza. 
Con l’ascesa dell’Induismo dunque il Tantra subì una
inevitabile fase d’oscuramento, anche se seppe mantenersi vivo grazie
al sorgere di alcune sette segrete che ne tramandarono le conoscenze e
le pratiche per più di 2.000 anni. Logicamente si sa pochissimo di
queste sette, ma è certo che durante il VII secolo d.C. il Tantra
tornò a diffondersi in India nell’ambito del Buddhismo Mahayana grazie
a diversi monaci, tra cui il più noto è Padmasambhava (letteralmente:
nato dal loto), figura quasi mitologica, che soggiornò a lungo anche
in Tibet, dove è conosciuto con il nome di Guru Rimpoche ed è venerato
come secondo Buddha. Padmasambhava insegnò il Vajrayana (la via del
diamante) e fondò la scuola Nyigmapa che è oggi riconosciuta come il
Tantra del buddhismo tibetano. Già nell’VIII secolo la sua influenza
filosofica si era estesa anche al Kashmir, al Bengala e al Nepal
tramite gli insegnamenti dei  monaci del Buddhismo tantrico.   Di lì a
poco il Tantra visse il suo periodo di massimo sviluppo, tra il IX e
il XII secolo d.C. sia in India che in Tibet, dove grazie a diversi
monaci, tra cui ricordiamoMarpa e Milarepa, ebbe vita la famosa scuola
tantrica, Kagyiipa, mentre Cilupa eNaropa fondarono quella di
Kalachakra. A queste due scuole si devono i più importanti testi
antichi.
Successivamente la scuola Kagyiipa si divise in due filoni: il
cosiddetto “Tantra rosso”e il “Tantra bianco”. La corrente del Tantra
rosso continuò a praticare tecniche di unione sessuale, come previsto
dai testi della scuola Kagyiipa, mentre il Tantra bianco deviò verso
una moralizzazione delle discipline, concentrandosi soltanto sull’uso
consapevole delle energie sessuali ed evitando, in maniera monastica,
i rapporti carnali. E’ significativo come il Tantra rosso venne
chiamato “della mano sinistra”, mentre quello bianco “della mano
destra”, quasi ad enfatizzare l’approccio intuitivo del primo e quello
razionale del secondo.
Nei secoli successivi, a causa dell’invasione islamica il Tantra
rosso, quello originario, fu ufficialmente soppresso e fu costretto a
trasformarsi nuovamente in una scuola occulta (setta segreta). Il
Tantra bianco, che presentava aspetti monastici ed era privo di
rapporti sessuali, fu generalmente tollerato ma perse gradualmente la
propria identità finendo col fondersi allo Yoga. Oggi lo conosciamo
come Tantra Yoga, e pur mantenendo una fondamentale attenzione alle
energie sessuali, ha completamente perso la sua peculiarità di
approccio concreto alla sessualità, tipica del Tantra originario.
Solo dopo la rivoluzionesessuale negli anni Settanta e
l’emancipazione femminile in Occidente, si preparò il terreno per la
riscoperta dell’unione del piacere fisico con la spiritualità e la
rinascita di un Tantra completo in tutte le sue pratiche. Negli ultimi
decenni alcuni monaci tibetani hanno aperto i loro insegnamenti
tantrici all’Europa e all’America. Alcuni di loro, come Lama Yesce e
Lama Zopa  hanno svolto un proficuo lavoro di adattamento sulle
meditazioni tibetane necessario alla mentalità occidentale. Anche in
India molti ashram si sono aperti agli occidentali, e maestri come
Osho Rajneesh, Paramahansa Satyananda o Yogi Bhajan hanno proposto
chiavi di lettura più moderne e comprensibili degli antichi testi
tantrici.

 

Domanda: Il massaggio Tantra prevede la nudità? 

Risposta: in genere si. Nel Tantra il corpo è il Tempio dello Spirito
ed è sacro, in questa vita Corpo Mente e Spirito fanno  parte di un
insieme inscindibile e la nudità del corpo predispone alla nudit
dell’Anima. Il senso di ricevere questo trattamento è proprio il
lasciarsi andare con fiducia all’altro  senza maschere nè  aspettative
nè schemi mentali precostituiti. Anzi, dobbiamo cercare di superare i
vecchi dogmi che ci hanno insegnato. Ci hanno spinto sempre a
scegliere fra spirito e materia, fra virtù e piacere,  instillando un
potente senso di vergogna verso il nostro stesso corpo.  Nel viaggio
magico del Tantra scopriremo realtà diverse. 

 

Domanda: in che modo nel Tantra si uniscono sensorialità e conoscenza
di di se stessi, sessualità e spiritualità?

Risposta: il percorso tantrico è come un viaggio interiore che conduce
nei paesaggi dell’inconscio. Portando maggiore consapevolezza e
rilassamento negli atti amorosi e di piacere, si accede a uno stato
diverso di coscienza. Questo consente di compiere una ricerca e una
osservazione dentro se stessi fino a giungere agli stati della
coscienza sublime e anche all’esperienza mistica.  Qui è contenuto il
potenziale della nostra energia, il congiungimento dell’ energia di
Shakti ( femminile) con la consapevolezza di Shiva (maschile) .Non si
tratta di rinunciare al Cielo per godere nella Terra, non si deve
rinunciare a essere spirituale per godere del  corpo perchè tutto ciò
che appartiene alla Natura merita di essere rispettato, tutto ciò che
è naturale ha un senso perchè la vita nel suo insieme è sacra e tutta
la Natura è una manifestazione della divinità e dell’ unione dei due
aspetti divini.
Oggi, sembra un ‘utopia ma in passato è stata una realtà: più di 2000
anni fa, la sessualità era una via di liberazione, com’era l’India
prima della invasione musulmana. L’unione del maschile con il
femminile sul piano fisico e spirituale era praticata anche in altre
culture come quella celtica,  che celebrava le nozze sacre tra Cielo e
Terra, era prevista  nella tradizione sciamanica delle Curandere
andine, era presente nei i riti greci dei Misteri Eleusini. E si
possono ipotizzare anche  origini antecedenti:  il ritrovamento dei
reperti archeologici denominati Veneri paleolitiche suggerisce che il
culto della Dea Madre e della sacra sessualità fu praticato fin da
quell’epoca agli albori dell’ umanità.
Durante gli ultimi 2000 anni si è cercato di reprimere la sessualità e
di demonizzarla. La condanna del sesso è andata di pari passo con la
condanna del corpo e soprattutto con l’inferiorizzazione  della donna,
perchè il codice della moralità patriarcale la donna è tentatrice ed è
la causa di tutti i problemi, perciò è necessario renderla sottomessa,
condannarla, rinchiuderla, toglierle la sua magia e il suo potere.
La sessualità sarebbe quindi qualcosa di buio e impuro  e nemmeno nel
matrimonio, il sesso potrebbe essere godurioso.  Andrebbe praticato
solo per la riproduzione o al massimo per svago maschile,  questo tipo
di mentalità  fa sì che l’unione sessuale  avvenga quasi sempre in
modo del tutto disconnesso dalla sua autentica spiritualità. Ma
nessuno può contenere la forza della Natura e dalla oscurità da cui
hanno piegato il sesso, esso ritorna prendendo la forma di pericolosi
demoni:  violenza sessuale, perversioni, sfruttamento sessuale della
donna, sesso compulsivo, frigidità, impotenza, ecc.
Tutto questo contrasta  con la meravigliosa sessualità e sensualit
che si vive nello spirito tantrico, per fondere l’uomo e la donna in
una sola energia .

 

Domanda: perchè non si arriva al rapporto sessuale durante la seduta
di massaggio tantrico?

Risposta: perchè come ampiamente descritto il Tantra è una disciplina
esperienziale, cioè si impara solo attraverso l’esperienza  diretta .
Ma prima di potersi dedicare all’esperienza del Maithuna, cioè
dell’unione sessuale tantrica tra uomo e donna, si devono essere
affrontate altre tappe che prevedono esercizi di vario genere,
meditazioni, letture… Un percorso che consente di arrivare all’atto
con consapevolezza e rispetto e non per mero piacere sessuale.
Mentre per ricevere un massaggio non occorre una particolare
preparazione, in quanto è solo la massaggiatrice ( o il massaggiatore
) che svolge il ruolo attivo con la sua competenza e la sapienza del
tocco tantrico.
L’approccio migliore per il ricevente  è quello di massimo rispetto ,
un atteggiamento  rilassato, senza aspettative,  nella piena
consapevolezza di vivere il momento  e le sensazioni del presente,
aiuterà di sicuro al reciproco coinvolgimento. 

 

Domanda: quale è il ruolo della donna nel Tantra 

Risposta: Secondo la visione tantrica,la donna riveste un ruolo
importantissimo. La sessualità è il contesto in cui Dio in forma
maschile incontra Dio in forma femminile. Il Tantra invita a
riflettere sull’atto sessuale: il “Maithuna” o “mahamudra”:il “grande
gesto” (questo è il significato di “mahamudra”)è l’azione più totale
che l’essere umano incarnato può compiere, perché è l’azione che rende
presenti le forze creative del cielo e della terra, che generano e
sorreggono la vita.La fusione del maschio con la femmina simboleggia
l’unione di Purusha e Prakriti (l’energia dello spirito e l’energia
della natura), e, al tempo stesso, la fusione dell’anima col divino
che l’attende.È un po’ come se il Tantra invitasse a vivere
l’esperienza della sessualità, come una piccola e parziale
anticipazione della pienezza e totalità della fusione che attende lo
spirito quando giungerà ad incontrare il divino. L’invito del Tantra è
semplice: vivi la sessualità con la pienezza dei sensi sottili che hai
sviluppato, gioisci di essa nella pienezza dei profumi, del gusto,
della visione e del tocco, annegati nel “qui ed ora” del piacere
intenso che essa ti arreca, e al tempo stesso ricorda che il “samadhi”
che provi (cioè il senso di appagamento dato dalla fusione) non è che
l’anticipazione pallida di un ben più alto samadhi che ti attende: la
fusione con Dio. Nel Tantra, quindi, il formidabile potere della donna
iniziatrice è enorme. Le maestria nelle arti amatorie tramandate
dall’Oriente è stato sempre patrimonio della Donna e tramandata
attraverso i secoli. Conoscendo e apprezzando queste doti innate della
donna, i grandi saggi della millenaria tradizione tantrica, l’hanno
ammirata e adorata come SHAKTI – potere femminile – come “ESSERE
INIZIATRICE”, colei che mostra la via verso l’illuminazione.Questo
potere enigmatico è l’espressione diretta dell’intuizione femminile ed
è chiamata “l’energia della saggezza”.La donna consapevole ama il
proprio corpo vitale, pieno nelle sue forme armoniose che manifestano
sensualità e vitalità, impara ad ammirare le altre donne che
percepisce come alleate nella realizzazione dell’amore universale;
riconosce nelle altre donne il sostegno e la complicità per riportare
l’intera società a contatto con i valori immutabili dell’amore, della
forza della natura, della spiritualità. La donna che sa riconoscere la
propria natura è libera dall’orgoglio personale e vive l’amore in ogni
azione ed in ogni pensiero giungendo alla piena manifestazione del
proprio sé. La conoscenza della vera natura femminile e la fiducia in
sé sono le condizioni essenziali per realizzare la piena
consapevolezza in ogni donna. Queste indomite Maestre sono il cuore
del tantra, mostrano di godere di ogni forma di libertà e  secondo
alcune tradizioni possono essere dotate di poteri magici. Sono donne
illuminate in grado di provocare un’esperienza diretta della realt
con un gesto o una parola indirizzati con precisione. Queste figure
femminili, con l’esuberanza del loro atteggiamento passionale e
libero, trasmettono un senso di profonda maestria e potere spirituale.
Per la tradizione tantrica, la donna è il centro del rapporto erotico,
attorno a cui, nell‘atto sessuale, ruota il processo di fusione con il
principio energetico maschile. i testi tantrici prescrivono un
complesso rituale affinché la donna riceva piacere preliminare, in
modo che possa predisporsi al risveglio delle componenti maschili e
femminili che si scontrano e si armonizzano durante il rapporto.
Nell’espansione della coscienza conseguita con le tecniche tantriche,
le donne, viste come esseri magnetici, lunari, polarità energetica
negativa (mentre l‘uomo rappresenta quella positiva) hanno un ruolo
essenziale. Shakti ha due significati principali: filosoficamente è
l‘Energia della Divinità, popolarmente è la sua controparte femminile,
presente nelle divinità femminili e nelle donne. Shakti, la Grande
Madre, è il potere della vita e la manifestazione dell‘esistenza, è la
Natura, è il motore del divenire. È anche Maya, il grande velo della
mente che nasconde la realtà agli occhi dell‘uomo. Ed è anche il
potere di Kundalini, la forza generativa universale che risiede in
ogni essere umano.

 

Domanda: che cosa è il massaggio del Lingam:

Risposta: La parola sanscrita per definire l’organo sessuale maschile
è Lingam ed è liberamente tradotta come “Bacchetta di Luce”. Nel
Lingam hanno sede  i canali di energia creativa ed erotica. La
sequenza di questo massaggio richiede nella operatrice la conoscenza
dell’arte suprema del toccare navigando sulle onde del piacere.
Durante un massaggio di questo genere può accadere al ricevente di
sentire un calore intenso sulla pelle e di avvertire la profondit
della spiritualità più intima.
L’orgasmo non è l’obiettivo del massaggio Lingam anche se data la
piacevolezza suscitata dalle varie manualità, può essere raggiunto
come conseguenza naturale.
In generale gli uomini hanno bisogno di imparare a rilassarsi ed a
ricevere. Il massaggio del  Lingam consente all’uomo di provare una
forma di piacere alla quale normalmente non è abituato. Nell’ Arte del
Tantra si ritiene che ci siano molte terminazioni nervose sul Lingam
corrispondenti ad altre parti del corpo, cosi come accade ad esempio
anche nella riflessologia plantare. Un buon massaggio dovrebbe essere
in grado di agire positivamente su varie problematiche e di
intensificare il piacere sessuale, riuscendo nel contempo a  tenere
alta la tensione più a lungo possibile. Per essere in grado di godere
pienamente questo trattamento sarebbe importante anche per il
ricevente controllare il ritmo e l’intensità del respiro. Per questo
un vero massaggio tantrico inizia sempre con un piccolo rituale che
prevede il concentrarsi consapevolmente sulla respirazione,
(meditazione Vipassana), continua col massaggio praticato su tutto il
corpo  utilizzando varie tecniche manuali (nella variante  Body
Massage la massaggiatrice utilizza anche le  braccia e il suo corpo),
infine si conclude col massaggio del Ligam ed eventualmente della
prostata se richiesto.

 

Domanda: CHE COSA SONO I CHAKRA?

Risposta: sono sette e rappresentano i nostri centri energetici. Possono essere
visti come cerchi di energia che ruotano a spirale e sono situati
lungo la nostra spina dorsale. Ogni centro ha una qualità diversa e
possiede una frequenza unica che viene percepita come uno dei sette
colori dell’arcobaleno. La sua intensità e connessione con gli altri
centri è collegata profondamente alle caratteristiche psicofisiche
della persona. I Chakra nella visione orientale sono
indissolubilmente collegati allo svolgimento delle funzioni del
corpo, della mente e dello spirito
In India i Chakra vengono chiamati anche Padma, cioè fior di loto e
sono raffigurati proprio come fiori . Ciascuno di essi è dotato di un
numero differente di petali che rappresentano le Nadi, i canali
energetici attraverso cui scorre il Prana (l’energia vitale
universale) che viene da essi assorbito e veicolato fino ai Chakra. Il
numero dei petali (Nadi) varia da quattro, nel primo Chakra, a mille
nel settimo.
Nel punto più interno di ogni Chakra, c’è un condotto a forma di stelo
che si connette alla colonna vertebrale e che collega il Chakra stesso
con il più importante canale energetico: Sushumna, situato nell’asse
cerebro spinale, all’interno del quale scorre l’energia Kundalini.
In un sistema ideale, i Chakra dovrebbero essere equilibrati e
aperti lavorando insieme in modo armonico. Questo si verifica per
poche persone. Di solito i Chakra funzionano a vari livelli di
apertura ed esistono tutte le combinazioni possibili di Chakra aperti,
bloccati o parzialmente attivi.
Queste condizioni, nel corso dell’esistenza, sono soggette a
cambiamenti in relazione ai mutamenti delle nostre situazioni o
problematiche esistenziali. Per questo motivo, la conoscenza dei
Chakra, oltre a costituire un mezzo per imparare a conoscere noi
stessi, può aiutarci a realizzare il nostro potenziale, consentendoci
di godere di una vita in perfetta armonia psicofisica. Nella visione
olistica dell’essere umano come insieme inscindibile costituito da
corpo, mente e spirito, lavorare su di essi è essenziale affinché si
possa provare un senso di completezza, di conoscenza, di forza e di
amore. Inoltre i Chakra irradiano le proprie energie anche
nell’ambiente circostante e sono in grado di cambiare l’atmosfera
intorno a noi. Attraverso i Chakra, noi possiamo comunicare e inviare
vibrazioni energetiche, messaggi consci e/o inconsci che possono
essere percepiti e influenzare in maniera positiva o negativa persone
e situazioni.

PRIMO CHAKRA: MULADHARA. (CHAKRA DELLA RADICE)
E’ localizzato alla base della spina dorsale, nella zona tra l’ano e
gli organi sessuali (il perineo). Questo chakra è collegato al
radicamento, alla sfera più materiale della nostra vita, alla
sopravvivenza e all’istinto. Quando è in equilibrio dona sicurezza,
stabilità, fiducia in sé stessi. In Muladhara, giace «addormentata»
l’energia primordiale, l’energia di Kundalini rappresentata come un
serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, che dona l’occasione
di avventurarsi nel viaggio della vita alla riconquista dell’unità. È
la capacità di appropriarsi di ciò che è indispensabile per il proprio
sostentamento, dal cibo allo spazio, alla posizione sociale, al
proprio compagno o compagna. Energia di movimento, di conquista, di
aggressività. È l’inizio del viaggio, la base del sistema, la pietra
miliare su cui poggiano tutti gli altri Chakra.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del perineo
e pensiamo intensamente al colore rosso, visualizziamo le radici degli
alberi.
2° CHAKRA: SWADISHTANA ( CHAKRA DEL GREMBO)
È localizzato nella parte bassa dell’addome. E’ il nostro “centro di
gravità”, è collegato alla sessualità, alla riproduzione, alla
capacità di sentire emozioni e regola il nostro rapporto con il cibo.
Quando è in equilibrio dona la capacità di comprendere ciò che il
nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno, per nutrirsi nel modo
corretto. Il ventre è il luogo dove la vita si incarna e si
manifesta, è la sede del desiderio, dell’attrazione, del piacere, del
legame con il mondo e con la realtà, del cordone ombelicale. È il
luogo vuoto mai sazio, sempre da riempire con nuove cose, è il motore,
la causa del movimento, della ricerca interiore e nella realtà, la
ricerca dell’altro, il desiderio di fondersi, di annientare la
polarità nell’unicità, nella fusione dell’estasi e dell’amore.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del ventre e
pensiamo intensamente al colore arancione, visualizziamo
dell’acqua…un torrente, un lago, il mare.
3° CHAKRA: MANIPURA (PLESSO SOLARE)
È localizzato nella parte del torace sotto il diaframma. Rappresenta
il nostro potere personale,la grinta, l’ardore. Quando esso è in
equilibrio ci sentiamo liberi di essere semplicemente noi stessi,
senza maschere. Non giudichiamo, non tendiamo a “controllare” e non
abbiamo timore dei giudizi altrui. Manipura è il Chakra della luce,
dell’energia solare, della combustione, della trasformazione del cibo
in energia. Rappresenta il regno dell’azione, dell’affermazione della
volontà, dell’autonomia, della la capacità di trasformare qualunque
evento in energia vitale. Questo è il vero potere che nasce da dentro.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del plesso
solare e pensiamo intensamente al colore giallo, visualizziamo un
braciere con del fuoco, aiutiamoci accendendo una piccola candela.
4° CHAKRA: ANAHATA (CHAKRA DEL CUORE)
È localizzato al centro del petto a livello del plesso cardiaco.
Rappresenta l’amore incondizionato, la devozione, la passione e la
compassione. Questo chakra è collegato all’aspetto delle relazioni con
le creature che ci sono più vicine, quando è in equilibrio ci
sentiamo amati e siamo in grado di ricambiare questo sentimento in
modo sincero. in Anahata trascendiamo l’ego e ci troviamo al centro
del sistema dei Chakra, il cui compito è integrare il basso e l’alto,
il dentro e il fuori, lo spirito e la materia, la mente e il corpo.
Luogo dell’unione, della conciliazione degli opposti, dell’identit
pura e profonda, regno della pace e dell’armonia, dell’ Amore nella
sua essenza trascendente di principio divino.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sul centro del nostro
petto e pensiamo intensamente al colore verde, visualizziamo alberi e
prati.
5° CHAKRA: VISUDDHA (CHAKRA DELLA GOLA)
È localizzato alla base della gola. Questo chakra è collegato
all’espressione di noi stessi, alla parola, al nostro rapporto con la
comunicazione e alla capacità di manisfestare i nostri desideri e
obiettivi. Comunicare significa anche ascoltare, quando è in
equilibrio dona quindi intuito, fiducia, capacità comunicative,
facilità nei rapporti. Attraverso la gola scorre il suono, le corde
vocali fanno vibrare l’aria, nella bocca i suoni si articolano, si
trasformano in parole, che unificano, purificano, informano e
trasformano la coscienza. Suono, ritmo, vibrazione, parole… la
comunicazione è il mezzo attraverso il quale la coscienza si
trasforma, si estende da un luogo all’altro, è la possibilità di
entrare in contatto gli uni con gli altri attraverso un’onda, una
vibrazione e di uscirne modificati, è un profondo mistero. Alla parola
si attribuisce un’origine divina e la sua essenza è lo specchio
mirabile in cui si riflette la vita dello Spirito che consente la
creazione.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona della gola e
pensiamo intensamente al colore azzurro, visualizziamo il cielo.
6° CHAKRA. AJNA ( CHAKRA DEL TERZO OCCHIO)
È localizzato in mezzo agli occhi, tra le sopracciglia, è chiamato
appunto anche “terzo occhio”. Questo chakra è collegato alle nostre
facoltà psichiche, alla cosiddetta vista interiore. Quando è in
equilibrio dona intuito, conoscenza, saggezza e capacità di accettare.
I Ajna rappresenta la facoltà di vedere oltre la forma e l’apparenza
della realtà polare illusoria cogliendone l’essenza e l’unità. È
l’Illuminazione, la caduta dell’illusione, la comprensione immediata
del senso.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del terzo
occhio e pensiamo intensamente al colore indaco, visualizziamo un
cielo stellato.
7° CHAKRA: SAHASRARA (CHAKRA DELLA CORONA)
Chiamato anche Chakra della Corona. È localizzato alla sommità del
capo, nella corteccia cerebrale, in corrispondenza della fontanella, è
rivolto verso l’alto, così come il primo è rivolto verso il basso. È
il Chakra che «corona» l’intero sistema e simboleggia l’ essere nel
suo stato più elevato, regale, glorificato. Sahasrara è collegato
all’intelligenza, al pensiero, alla percezione di sé ed alla capacit
di autoriconoscimento rispetto al mondo circostante, rappresenta la
connessione con il Se Superiore e con la Divinità. È l’antenna
parabolica puntata verso il cuore dell’Universo ad ascoltarne l’intima
voce, a decifrare il codice del messaggio celeste per renderne
partecipe l’umanità. È il centro della coscienza cosmica e la
consapevolezza di un ordine superiore, rappresenta l’aspetto del
pensiero di cui il mondo è espressione. Il timido seme della terra è
risalito attraverso l’acqua, il fuoco, l’aria, il suono e la luce fino
a fondersi con le energie celestiali.
Per riequilibrare questo chakra impariamo a meditare nel silenzio.

TANTRA BIANCO E TANTRA ROSSO, QUALI SONO LE DIFFERENZE?
Spesso si parla di Tantra genericamente senza specificare, in realta’
esistono due Vie tantriche che hanno aspetti in comune, ma anche
differenze sopratutto nelle pratiche: Via della Mano Sinistra e Via
Della Mano Destra. Il Tantra Rosso (o Tantra della Mano Sinistra), è
più fisico e possiamo praticarlo facendo esperienza direttamente nel
corpo. Il Tantra Bianco (o della Mano Destra), sublima l’unione tra
il maschile e il femminile solo a livello energetico. In sintesi, i
termini Tantra Rosso e Tantra Bianco, indicano la presenza o
l’assenza del contatto fisico e/o del rapporto sessuale. Il Tantra
Bianco è privato dell’incontro reale tra Shiva e Shakti, quanto meno
nell’atto incarnato e l’ unione dell’ energia maschile e femminile
viene effettuata solo a livello mentale meditativo, immaginativo e
simbolico. In questa dimensione la Via della Mano Sinistra, e’ quella
piu’ antica, nata dalle culture matriarcali sciamaniche. La Via della
Mano Destra e’ la corruzione del patriarcato successivo che ha
eliminato dal Tantra originale l’ energia trasmutativa della
sessualita’ consapevole, energia che e’ propria archetipicamente delle
donne. La mia visione, come quella di molti praticanti, è che non
esistono energie basse o alte. Piuttosto esiste una scala energetica
che si snoda e risale dal primo fino al settimo Chackra. Energia
sessuale, emozionale, radiante, affettiva, espressiva, meditativa e
trascendente corrispondo rispettivamente a ognuno dei sette centri
energetici che ci compongono. Voler indicare alcune di queste energie
come “disdicevoli e basse” e altre come “auspicabili e alte” ci espone
al rischio fortissimo di spezzare in due la natura umana. Non e’
possibile accedere compiutamente alle energie piu’ sottili se prima
non si e’ attraversato anche le energie piu’ dense della fisicità e
della sessualita’, anzi tali aspetti sono collegati e non possono
essere distinti. Il Tantra è una Via NON DUALE, dove immanenza e
trascendenza sono uniti e la scala si sale iniziando dal primo
gradino. Troppo spesso, sopratutto nella New Age, si ascolta proporre
che la scala energetica si sale dal quarto gradino (il Chakra del
cuore, sempre molto menzionato) saltando di fatto i primi tre. Tutto
questo sembra quasi un ripiego di chi non riesce a gestire, per propri
blocchi interiori irrisolti, le intense energie della sessualità.
Evitare di lavorare sui primi tre Chakra consente di cimentarsi
esclusivamente con in pratiche incentrate su un aspetto immaginativo e
meditativo ed escludendo il contatto fisico, senza che si verifichi
nessuna veicolazione della energia dell’Eros e senza incarnare lo
specchio tra Shiva e Shakti. Ciò puo’ generare un percorso spirituale
a forte rischio e che non porta alla piena consapevolezza di se’
stessi, perche’ non si e’ potuto esperire, nel reale e oggettivamente,
una parte fondamentale delle energie vitali che ci accompagnano fin
dalla nascita. “Per questo chi desidera la liberazione dovrebbe
praticare cio’ che deve essere praticato. Rinunciare agli oggetti dei
sensi equivale a torturarsi attraverso l’ascetismo – non fatelo!!
Quando vedete la forma guardatela! Allo stesso modo ascoltate i suoni,
inspirate i profumi, assaggiate i gusti deliziosi , palpeggiate le
trame. Usate gli oggetti dei cinque sensi, e raggiungerete presto la
buddhita’ suprema. Rifugiatevi nella Vulva di una Donna che tenete in
gran conto per ottenere il rango di Candramaharosana… ” –
(Candramaharosana Tantra).

La Voce del Vento


La Dea è ovunque in Natura , tutto in Natura è Lei. Guarda la magnificenza della Terra a Primavera: quello, è il Suo volto. Ascolta il frangersi delle onde del Mare sulla riva: quella, è la Sua voce. Lei è in tutte le cose belle e in tutti i Misteri del Creato. Il suo potere si rispecchia in ogni Donna e si irradia maggiormente da quelle che hanno la consapevolezza di essere un Suo riflesso. E' la Shakti, l'energia creativa femminile, che porta in manifestazione l'Universo stesso. E' la Dea dai molti nomi che esiste fin da prima dell'inizio dei tempi... 


Namastè


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Van Lysebeth André, Tantra – L'altro sguardo sulla vita e sul sesso, Mursia 1988

Odier Daniel,  Tantra – L'iniziazione di un occidentale all'amore assoluto, Neri Pozza 1997 

 Odier Daniel, Tantra Yoga, Neri Pozza 1999 

Odier Daniel, Desideri passioni e spiritualità, Anima Edizioni 2007

Osho Rajneesh, Il libro arancione, Ed. Mediterreanee 1992 

Osho Rajneesh, Il libro dei segreti, Bompiani 1994 

Osho Rajneesh  La visione tantrica, New Service Corporation 1986 

Zadra Elmar e Michaela Tantra – La via dell'estasi sessuale – Mondatori 

Zadra Elmar e Michaela Tantra per due – Mondatori 

Zadra Elmar e Michaela ll punto G – Sperling & Kupfer 

Zadra Elmar e Michaela -- Trasgredire con amore – Edizioni Mediterranee 

Zadra Elmar e Michaela Tantra e meditazione – Rizzoli